BIOGRAFIA COMMENTATA
a cura di Loris Pellegrini

1923/1933

Ugo Guidi è nato a Comacchio il 20 marzo 1923 e la sua famiglia si trasferì a Ferrara quando aveva solo tre anni, frequentandovi le scuole elementari. Il padre ebbe un impiego a Bologna per cui Guidi dal 1933 studiò e visse sempre nella nostra città ad esclusione di alcuni durante la guerra quando rifugiarono a San Giovanni vicino a Comacchio, trovando poi al ritorno a Bologna la casa di via Belle Arti distrutta dai bombardamenti, con conseguente perdita di varie opere giovanili.

1932 – Una gita al Lido di Casalecchio con mamma e fratello

1940 – La scuola di plastica, al centro Cleto Tomba, terzo da destra Ugo Guidi

1940

Già iscritto all’Accademia delle Belle Arti dal 1940 al corso di decorazione, conseguì negli anni successivi diversi premi come il “Dante Trebbi” per l’architettura e successivamente il “Tullo Moy” per il paesaggio, quindi il premio “Bevilacqua” per la figura, guadagnandosi anche una borsa di studio ministeriale nel ’42-’43 e vari passaggi “ad honorem” presentando lavori ai suoi insegnanti in Accademia, Giovanni Romagnoli e Giorgio Morandi. Di quest’ultimo si ricorda che, avendo in grande stima l’allievo Ugo ed una certa antipatia per il suo collega d’insegnamento Virgilio Guidi, quando qualcuno gli parlava di Guidi chiedeva “parli di quello bravo?” intendendo Ugo. Guidi seguì in Accademia anche i corsi di Guglielmo Pizzirani, poi di Cleto Tomba per la scultura; frequentò l’ambiente per diversi anni come assistente dello stesso Romagnoli sino a che fu nominato alla cattedra del Liceo Artistico ove ha insegnato ininterrottamente dal 1952 al 1982. Nei primi anni ’50 riuscì a portare a termine un lavoro che gli prese due anni interi dai bozzetti, studi, disegni preparatori a Bologna e la realizzazione sul posto per due pitture murali al Palazzo delle Poste di Reggio Emilia. Si impegnò anche in alcune opere religiose come per le due pale d’altare alla chiesa di Cristo Re di Bolzano, la Santa Teresa in San Martino di Bologna, il Sacro Cuore per la chiesa di San Pietro a Cesena e vari cartoni per i mosaici della chiesa di Sasso Marconi.

1947 – Nel Maggio del 1947 partecipò con tre opere alla prima Mostra collettiva del Circolo Artistico di Bologna, dove un collezionista scelse una sua natura morta su suggerimento di Alfredo Protti, opera che poi Guidi riuscì negli anni a riacquistare tanto da inserirla nella sua prima Monografia.

1948 – Natura morta – olio su tela – cm 65×80

1953 – Sui ponteggi nel Palazzo delle Poste di Reggio Emilia
durante l’esecuzione degli encausti

1950 – Membro dell’Accademia Clementina, entrò nel Consiglio direttivo della “Francesco Francia” e con il prezioso aiuto del ragionier Mariano Mazzocco, segretario dell’Associazione stessa, organizzò varie importanti mostre dei pittori bolognesi di inizio Novecento, cominciando nel 1950 da quella dedicata all’amico Alfredo Protti, scomparso l’anno precedente.

1964 – Mazzocco riuscì a superare le ritrosie di Guidi convincendolo, dopo tante insistenze, ad esporre a Milano dove nessuno lo poteva conoscere; quella prima personale di Ugo Guidi ebbe luogo in pieno centro, presso la Galleria Gussoni nel gennaio del 1964, dove ricevette la visita ed i complimenti anche di Carlo Carrà che esponeva in altra Galleria non distante.

1964 – Mostra Gussoni Milano

1990

Per quasi trent’anni Guidi “non si fece vedere”, solo ad alcuni privilegiati amici di famiglia mostrava di tanto in tanto qualche opera realizzata in solitudine nel suo atelier; potevano essere interni, nature morte e fiori oppure paesaggi presi dal vero anche in occasione delle vacanze estive, più spesso anche figure e ritratti prima della consegna ai soggetti, frequentemente belle donne bolognesi, che si erano sottoposte compiacenti alle necessarie sedute in studio. In seguito però alla conoscenza negli anni ottanta di Mario Marescalchi ed alle pressioni gentili del gallerista di via Mascarella, il professore si decise a mostrare le sue opere ai bolognesi, organizzando dapprima una mostra a Cortina nell’estate del 1990 seguita poi dalla memorabile antologica autunnale a Bologna. Marescalchi faceva già mostre di artisti del calibro di De Chirico, Campigli, Carrà, Morandi ed anche stranieri come Chagall ed Utrillio, ma gli appassionati di pittura ricordano la fila dei visitatori stupiti sotto il portico di via Mascarella nella serata del sabato 20 ottobre, pazientemente in attesa di poter entrare a vedere quella Mostra. I presenti per l’inaugurazione non si decidevano ad uscire, anche se le opere alle pareti non erano visibili per la tanta folla presente, ma tallonavano tutti Guidi per avere la dedica sul bel catalogo della Marescalchi.

1990 – Da sinistra Ugo Guidi, Pupi Avati e Mario Marescalchi

1994 c.a – Esecuzione improvvisata di un ritratto

1995/1997 

Dal novembre 1995 al febbraio 1996 Guidi fu presente in Corte Isolani con una mostra di opere di vario genere, selezionate pur in un numero limitato, ma completate da sculture bellissime che spesso raffiguravano le sue modelle con testine al vero, in terracotta patinata ed in bronzo, e nudi femminili in posture eleganti e fascinose tali da ricordare anche le sue pitture ad olio e pastello; tra queste spiccava la grande “nudo al sole” terracotta al vero di 160 cm. Questa mostra serviva a Guidi per presentare la sua prima Monografia, un volume di oltre 250 pagine edito da Edizioni Renografica  curata dallo stesso artista che comprendeva suoi lavori di cinquant’anni di attività. Alla fine dello stesso anno sino ad inizio del 1997 Guidi proseguì le sue mostre a Bologna con l’esposizione delle opere in via Marsala presso la sede dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi; in quella occasione il Professore riscosse tanto consenso da visitatori anche venuti da fuori città ed in particolare ricevette la visita della dottoressa Marilena Pasquali – tra le massime studiose e conoscitrici dell’opera di Morandi – con un Monsignore che fu segretario del Cardinale Giacomo Lercaro, da qui la decisione di donare due quadri alla Fondazione Lercaro, opere ad olio con fiori e natura morta. Si racconta l’aneddoto per cui il Monsignore, ammirato dai bellissimi nudi femminili chiusi in originali cornici d’epoca, avrebbe espresso la disponibilità ad accogliere alla Fondazione Lercaro anche una “bella donnina” se l’artista si fosse sentito meglio rappresentato da quel tipo di opera.

2001 – Nel Febbraio del 2001 Ugo Guidi fu gratificato dal sindaco Guazzaloca con una medaglia d’oro del Presidente della Repubblica in occasione di un’asta tenutasi al Barracano, questo perché il pittore, sempre sensibile alle sofferenze dei disabili e dei bambini, era solito offrire sue opere a favore di associazioni come Anfass e Fa.ne.p per beneficenza.

2003 – Gianarturo Borsari, promotore di meravigliose mostre con la sua Associazione Bologna per le Arti, e sostenitore della pittura bolognese, organizzò con Guidi la prima mostra di un artista ancora vivente. L’antologica si tenne da fine 2003 ad inizio 2004 nella centrale via Castiglione, a Palazzo Ratta, con pubblicazione del catalogo curato da Franco Basile e nell’occasione della mostra Ugo Guidi presentò la sua seconda ricca monografia edita dalla Re Enzo Editrice nel giugno 2003.

Luglio 2003 – Il pittore mentre esegue un acquerello, come sempre dal vero, nel bosco tra Vidiciatico e Lizzano in Belvedere 

2005 – Ugo Guidi, molto legato alla natia Comacchio ove aveva un’abitazione nel centrale Corso Garibaldi, sollecitato dal sindaco Giglio Zarattini e da Luciano Boccaccini, organizzò nel 2005 una mostra a Palazzo Bellini che fu presentata dal vice sindaco come la mostra più bella mai vista a Comacchio, paragonabile solo ad una di anni precedenti del grande De Pisis. Quella mostra fu accompagnata da uno speciale catalogo con testo critico di Valerio Dehò; Guidi, che era più conosciuto per le sue grandi opere a olio e pastello, volle intitolarlo “Immagini” perché aveva lo scopo di far conoscere le opere più piccole ed immediate realizzate su carta come acquerelli, studi, disegni e specialmente nudi a china acquerellata di grande effetto artistico.

2006 

Il professor Guidi cercava da tempo una soluzione per rendere possibile ai bolognesi la visione dei suoi lavori unitamente alle opere della sua collezione personale, comprendente artisti di cui aveva avuto grande ammirazione, come Mancini, Boldini, Protti, Romagnoli, Pizzirani, i due Bertelli ed altri ancora. Nel 2006 si definì una donazione alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e fu allestita una mostra nella sede di via Delle Donzelle, di questa è testimone il bellissimo catalogo appunto intitolato “LA DONAZIONE di Ugo Guidi”; il 4 maggio ci fu l’inaugurazione con tanta presenza di pubblico che subito il catalogo andò esaurito. Purtroppo dopo pochi mesi la nuova dirigenza della Fondazione dichiarò l’impossibilità di esaudire il volere dell’artista nel mantenere esposte le opere che quindi furono restituite alla famiglia. 

 

2007 – Guidi, dopo lunghi mesi di malattia, mancò alla vigilia del Natale 2007, proprio mentre la nipote Barbara Buldrini definiva gli accordi per una sua mostra personale a Parigi.

2008 – La mostra ebbe luogo nei mesi di febbraio e marzo 2008 presso la “Galerie de l’Europe” in Rue de la Seine, e si ricorda come il Gallerista si vantasse di avere in quei mesi “la più bella mostra di Parigi”.

2009/2011 – Negli anni seguenti Barbara si prodigò nel sostenere il ricordo del Professor Guidi con molte iniziative nel Bolognese ed in Romagna, di alcune mostre restano testimonianze anche dai cataloghi, come quelli curati da Franco Basile “Attualità della nostalgia” (Pivarte autunno 2009) e “Le stanze del colore” (Galleria d’Arte Moderna Bonzagni di Cento). Le stesse opere della mostra di Cento furono esposte poi a Comacchio per la personale che ebbe luogo a Palazzo Bellini dal Dicembre 2010 al Gennaio 2011.

Pubblicazioni dell’Artista

2017/2019 

Nel 2017 e nel 2019 opere di Ugo Guidi sono state presentate a Bologna nelle due personali organizzate alla Galleria Fondantico ed alla Galleria del Caminetto con grande interesse di pubblico che poteva ammirare anche le belle sculture dell’artista. Tanti i visitatori ed i collezionisti e non solo bolognesi, tanto che una delle più importanti sculture, il bronzo cm.160 “nudo al sole”, era stata scelta da uno Svedese e da qualche anno fa mostra di se’ a Stoccolma. Nel Dicembre 2019 quattro opere di Ugo Guidi erano esposte alla mostra “Da Bertelli a Guidi”, unica collettiva di Bologna per le Arti organizzata per i venti anni di attività. Il titolo della mostra testimonia il valore del pittore, che era il più giovane tra gli artisti rappresentati; tra gli altri era esposto un importante inedito, l’olio su tela “Riposo” del 1963, molto ammirato per la particolare sensualità espressiva, e Nicoletta Barberini Mengoli nel presentare la mostra sul Resto del Carlino con una foto dell’opera scriveva “Ugo Guidi, il maestro per eccellenza dell’espressione figurativa”.

2003 – Ugo e Giuliana con amici a pranzo nella fresca Vidiciatico

2022 – Con Barbara Buldrini siamo riusciti a realizzare un’aspirazione di zia Giuliana Fermi, compagna della vita di Ugo Guidi, mancata nell’estate del 2020. Un accordo definito nel 2022 con la Fondazione Carisbo ha portato alla donazione di 70 opere dell’artista presentate in una importante mostra a Casa Saraceni tenutasi dal Settembre 2022 ad inizio Febbraio del 2023; lavori rappresentativi del pittore eseguiti dal 1940 al 2003 ben presentati nel catalogo curato da Angelo Mazza, con testi critici di Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, catalogo che è stato opportunamente intitolato “ Ugo Guidi, figure, ritratti, paesaggi, nature morte -La donazione Barbara Buldrini-“

2023 

In questo 2023, in occasione del centenario della sua nascita, Ugo Guidi viene adeguatamente celebrato a Bologna con una personale che si tiene presso la Galleria del Caminetto e con le speciali mostre antologiche di Comacchio, con 100 opere in esposizione a Palazzo Bellini da Aprile ad Agosto, e di Grizzana Morandi, con molti tra i più bei lavori prodotti dall’artista in 60 anni che saranno esposti ai Fienili del Campiaro dalla fine di Maggio a Novembre. Inoltre presso il Comune di Bologna è allo studio una possibilità, sostenuta e caldeggiata anche dalla dottoressa Elena Di Gioia, di intitolare un sito della nostra città ad Ugo Guidi per ricordare uno dei più bravi pittori del secondo 900 bolognese.