Con Barbara ci siamo incontrati trent’anni fa a casa Guidi quando lei, neo-mamma, veniva a Bologna col marito ed il bambino per una visita agli zii. Ho sempre considerato un grande privilegio l’aver potuto frequentare Ugo Guidi per decenni, assieme a mia moglie Tiziana, inizialmente spinti dal desiderio di ammirare da vicino le opere del pittore di cui ci parlava con entusiasmo Mario Marescalchi. In quegli anni ’80 alla galleria di via Mascarella si poteva ammirare una sola opera del professore, un piccolo olio con due rose nel vaso, che faceva bella mostra di sé tra tante pitture di artisti illustri.
Guidi ci intratteneva con gradevoli racconti della sua gioventù ricordando aneddoti riguardanti molti maestri del primo novecento che per il professore erano stati di grande esempio come uomini, come amici e come artisti, tra questi spiccavano Alfredo Protti ed Alessandro Cervellati.
Per noi era ancora più appassionante quando Guidi si rendeva disponibile ad accompagnarci in qualche nuova sala della grande casa ove le pareti erano completamente ricoperte da splendidi pastelli ed oli spesso racchiusi in importanti cornici d’epoca. In quelle occasioni non ci si poteva soffermare a lungo davanti ad una sua opera, e neppure azzardavamo a richiederne un costo, Ugo diceva subito che un quadro deve essere visto più volte per apprezzarlo appieno ed accertarsi che sia di gradimento, e così benevolmente ci prendeva sottobraccio portandoci altrove.
Colpiti dalla intensità e bellezza di vari ritratti di familiari e di modelle, pensammo di chiedere al pittore se potesse fare un ritratto a nostra figlia Maria Giulia; per Guidi, inizialmente tentennante, il problema era che i bambini non stanno fermi. Arrivata la sua disponibilità, nacque così l’unica opera ritrattistica di Ugo Guidi con due figure, nostra figlia abbracciata dalla madre, che fu completata dopo molti anni.
Guidi amava il suo lavoro e non avrebbe mai abbandonato l’atelier, ma qualche volta con l’aiuto della moglie Giuliana, sempre disponibile a muoversi da casa, riuscimmo a portarlo in brevi viaggi per mostre a Parma, a Ferrara vedendo De Pisis e Boldini, e spesso a Comacchio visitando la sua casa in Corso Garibaldi.
Solo dopo diversi anni Guidi ci fece scoprire “un altro mondo” quando, spostando uno scorrevole in legno, si apriva un passaggio segreto per una stretta scaletta che portava in mansarda: il suo secondo atelier. Lassù il susseguirsi di tanti ambienti che davano l’uno nell’altro riservava continue sorprese, nella prima sala l’artista si impegnava con il suo torchio tirando personalmente le incisioni e le litografie, lì eseguiva le opere su lastre in rame ed alluminio, perché l’odore degli acidi era ancora forte. Lassù vedemmo per la rima volta il quadro ad olio più grande realizzato da Guidi, un’opera degli anni 60 che fa bella mostra di sé qui a Palazzo Bellini, il “figura con pantofola rossa”.
Barbara negli ultimi anni di vita del pittore e dopo la sua scomparsa si rese promotrice di varie iniziative con mostre sia a Parigi che in Italia che permettevano agli amanti della “pittura bella” di non dimenticare Ugo Guidi ed i suoi lavori.
Con Barbara organizzammo poi le mostre personali a Bologna presso le gallerie Fondantico e del Caminetto, quindi , mentre era ancora vivente zia Giuliana, si cominciava a pensare ad una soluzione che permettesse ai bolognesi di fruire delle opere di Ugo Guidi ed iniziarono i contatti che hanno portato agli accordi con la Fondazione Carisbo per “La Donazione Barbara Buldrini”, un corpo di 70 opere che sono state esposte a Casa Saraceni da Settembre 2022 ad inizio Febbraio 2023 con la realizzazione di un catalogo dedicato. Il tempo scorre veloce avvicinando il centenario della nascita di Ugo ed il primo pensiero di Barbara e mio era che si dovesse celebrare il grande pittore anche nella natia Comacchio; trovammo subito una grande disponibilità da parte dell’amministrazione Comunale e quindi si concretizza ora questa antologica “UGO GUIDI il centenario” a Palazzo Bellini con 100 opere che testimoniano l’attività dell’amico artista dagli anni quaranta del ‘900 sino all’inizio del nuovo secolo. La mostra segue la personale inaugurata in Marzo a Bologna alla Galleria Del Caminetto ed anticipa l’antologica “UGO GUIDI pittore” che apre in Maggio a Grizzana Morandi.
Abbiamo lasciato ad altri, più bravi e professionali, testi critici e commenti appropriati sulle opere di Guidi; Barbara ed io speriamo solo di procurare piacere ed apprezzamento ai visitatori delle varie mostre, sapendo che da un’altra parte del cielo anche Ugo e Giuliana approveranno compiaciuti dell’impegno.
Barbara Buldrini & Loris Pellegrini
